Cantamaggio 2026

πŸŒΈπŸŽΆβ€œπ‘¬Μ€ π’’π’–π’Š π’“π’Šπ’…π’†π’π’•π’† π’Žπ’‚π’ˆπ’ˆπ’Šπ’,

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β€œOgni volta che cantiamo queste parole, a Varese Ligure, non Γ¨ solo il calendario che cambia: Γ¨ l’aria stessa che si riempie di una felicitΓ  antica.

Ogni anno, il 1Β° maggio, torna il nostro Cantamaggio: una festa che non si spiega, si vive.

È il giorno in cui tutto il paese si rimette in cammino: suoniamo, cantiamo, brindiamo, annunciamo la primavera casa per casa, come si fa da secoli.

Non c’è copione, non c’è recita. Solo noi, le nostre voci, la nostra musica, i nostri passi fra le strade di sempre. E ogni sorriso, ogni porta che si apre, ogni bicchiere di vino che ci viene offerto, ci ricorda che questo rito non Γ¨ passato, Γ¨ presente. È futuro.

Da una valle all’altra, da un paese all’altro, cambia la musica, cambiano le parole. Ma l’anima Γ¨ sempre quella: festeggiare insieme il ritorno della primavera, della vita, del futuro.

Come sempre senza bisogno di dircelo. Con le fisarmoniche, i fiori, i sorrisi e quella voglia antica di cantare la primavera”.

Queste sono le parole di un β€œmaggiante”, che ogni anno si ritrova nel proprio paese natio per rispettare la tradizione.

La tradizione del β€œMaggio” di Varese Ligure Γ¨ ancora viva e legata a canoni esecutivi originali. Il testo che i β€œmaggianti” interpretano, risale ad una novella di Giulio Cesare Croce (cantore popolare bolognese) risalente al 1622 ed Γ¨ costituito da due lezioni diverse ed individuabili: una di carattere colto e letterario, l’altra con un impianto popolare e passi dialettali.

Nonostante questo territorio sia profondamente cambiato, la tradizione Γ¨ rimasta viva e radicata.

La celebrazione di questo rituale resta come segno forte e tangibile di una comunitΓ , che vive sulla sua terra, la presidia, la coltiva, la utilizza e la ama.

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